Ho lasciato questo romazo sul ripiano della libreria per lungo tempo, in attesa del momento giusto per cominciare la lettura, fino a che ho deciso di prenderlo in mano e iniziare. Devo ammetterlo, tutto questo tempo me lo son presa perchè avevo paura dell'ennesima delusione. E così è stato purtroppo..
Il libro è scritto bene ed è interessante. La storia è particolare ed esprime concetti molto forti. È ironico e pungente, dolce e triste. I personaggi sono interessanti e ben descritti, subiscono un'evoluzione durante lo svolgimento della trama.
Voi direte: "beh, allora ti è piaciuto!"
Non del tutto. È questa la delusione.
Ho cominciato a leggerlo due giorni fa e ieri non l'ho toccato. Brutto segno. Stasera l'ho ripreso perché volevo finirlo, non perché sentivo la necessità di finirlo.
La storia, seppur bella e ben raccontata, mi ha lasciata vuota.
Non mi sono appassionata a questo libro, come invece mi è successo con "colpa delle stelle", non ho avuto l'avidità di finirlo in poche ore, non ho versato tutte le lacrime che credevo di dover versare e questo non perchè non si tratti di una storia triste, ma perchè non mi sono affezionata ai protagonisti, come mi è successo con Hazel Grace e Augustus. Non sto facendo un paragone tra i due libri, o almeno non è mia intenzione farlo, ma mi viene in mente lui perchè le storie si somigliano molto in un certo senso: parlano di malattia e di voglia di vivere (magari in sensi opposti direte voi, ma il concetto non cambia).
Non potete immaginare la mia delusione nello scrivere questa recensione.
È un libro per il quale non so se consigliarne o meno la lettura. Mi dispiace..
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